
Cinque anni nello stesso edificio.
E nessuno che ti chieda mai niente.
Scrivi anonimo. La scuola risponde davvero.
Le cose importanti si dicono in corridoio.
E in corridoio restano.
Non è che la scuola non voglia ascoltare. È che tra un'assemblea e l'altra non esiste un posto dove una cosa detta da uno studente diventi una cosa di cui qualcuno si occupa.
Per la scuola: dall'altra parte non arriva niente — finché non arriva tutto insieme, e di solito nel modo peggiore.
Una questione conta
se conta per tanti.
Chi la pensa allo stesso modo la sostiene. La scuola la legge da subito; superata la soglia che ha deciso lei, una risposta gliela state chiedendo formalmente — non perché qualcuno ha urlato più forte, ma perché riguarda tanti.
Le occasioni arrivano a tutti.
Non solo a chi le trova per caso.
Stage, borse, PCTO, concorsi, scambi. Filtrati sul tuo anno e sui tuoi interessi, ordinati per chi scade prima — invece che appesi in bacheca a ingiallire.
Da che parte entri?
Sono uno studente
Entra con l'email della scuola, o con il codice se la tua non le dà. Ci vogliono trenta secondi e non serve una password.
Sono una scuola
Cinque minuti, niente da installare. Verifichiamo a mano ogni richiesta — dentro ci sono minori — e vi attiviamo noi.
Siamo all'inizio, e lo diciamo: non abbiamo ancora scuole da citare. Le prime dieci entrano gratis per un anno e decidono cosa costruiamo dopo.
Le domande che fareste voi
Diventerà un muro di lamentele?
C'è una soglia decisa da voi: una questione conta se la sostengono in tanti, e il feed premia quante persone riguarda, non chi scrive più forte. Potete anche rispondere «non accolta» spiegando perché — è una risposta legittima e resta pubblica.
L'anonimato non è pericoloso?
Anonimo è l'autore, non il contenuto. Tutto quello che viene scritto è pubblico dentro la scuola, moderabile e segnalabile da chiunque. E non esistono messaggi privati: non c'è nessun angolo buio.
Sono minori. E la privacy?
Raccogliamo nickname, classe, scuola e interessi. Nient'altro. Non è un'impostazione che qualcuno può cambiare domani: è come è costruito il database.
È l'ennesima piattaforma da gestire?
Non ci sono voti da inserire né presenze da spuntare. Il lavoro è leggere e rispondere: cinque minuti a settimana, e può farlo un docente referente, non per forza la dirigenza.
Cosa non raccogliamo, per scelta
- cognome obbligatorio
- numero di telefono
- geolocalizzazione
- foto caricate dagli utenti
- tracciamento del comportamento
- metriche individuali
Nessun dato degli studenti viene venduto o profilato. Potete esportare tutto e andarvene quando volete.